At the end of the day

Wolf creek de noantri

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Era ora. Io ci speravo sempre…..che mi sta un po sul gozzo che americani, inglesi, messicani, spagnoli, e adesso pure i francesi, siano tutti capaci di fare un buon thriller-horror da esportazione e noi italiani no.
Noi che abbiamo inventato il cinema di genere viviamo di ricordi.
Ecco, adesso diciamo che qualcosa all’orizzonte si muove.
Lungi dall’essere un film perfetto, “at the end of the day” ha alcune buone carte da giocare e le gioca bene. Sia ben chiaro, niente di nuovo sotto il sole, niente che non si sia gia’ visto, ma comunque un buon thriller, con una regia di livello e finalmente un cast che si rispetti. La storia fa tanto “wolf creek” et similia, ma il film comunque ha qualcosa. Gia’ i titoli di testa promettono bene, bella la grafica, bello leggere “regia di” invece di “directed by”, le ambientazioni sono efficaci e la colorimetria corretta, la narrazione e’ diretta e leggera, tutto funziona, senza picchi di rilievo, ma funziona.
Il film ci racconta della corsa al bodycount totale di un gruppo di ragazzi che si ritrovano nel bosco durante una sessione di soft air.
Naturalmente non sono soli.
Ci sono anche i cattivi. Dalla mezzora in avanti la suspence inizia a farsi efficace, di li’ a poco la mattanza diventa incessante, nel frattempo ci si affeziona ai protagonisti e si digeriscono meglio alcuni buchi di sceneggiatura.
Il finale e’ un po “telefonato” ma strappa comunque un sorrisino sadico. Tra i nuovi film “di genere” italici, sicuramente uno dei piu’ riusciti.

Eaters

zombie d’italia

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Massima stima per un progetto indipendente italiano girato da due filmmaker esordienti con un budget ridottissimo ed una sola telecamera. Cosa piace? la regia: si sofferma sui dettagli, e’ curata, dinamica, ben strutturata, bella anche la fotografia nonostante una evidente carenza di location efficaci. Piacciono anche i due protagonisti, in perfetta antitesi tra loro e comunque sufficientemente caratterizzati. Piace molto, moltissimo, la scena del tiro a segno con i neonazisti; bella, credibile e potente…Non piace: il colore desaturato: mi ricorda tanto, troppo, “the road” o “codice genesi”, gia’ visto, ha abbondantemente rotto le scatole; l’apocalisse si puo rappresentare anche senza lo schermo grigio. Non piacciono i tempi, che sono un po troppo dilatati, tante chiacchere, poca azione, qualche zombie che pero’ non spaventa e non crea suspense…non convince del tutto la sceneggiatura, che a volte e’ un po deboluccia, e quel che c’e’ di buono nella trama viene poco approfondito per lasciare spazio a dialoghi ridondanti. E soprattutto avrei voluto, da un film italiano, un po piu’ di italianita’, nelle scelte stilistiche, nelle location, nei nomi, nei mezzi. Eaters e’ un film coraggioso, da apprezzare per tanti versi, ma comunque molto migliorabile. Fulci, Avati e Deodato sono (purtroppo) ancora lontani.

La casa nel vento dei morti

Provaci ancora Sam…

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Difficile parlare di un prodotto del genere. Difficile parlarne troppo bene, e altrettanto difficile parlarne troppo male. Il film italico di genere, figlio dei nostri Argento, Avati, Bava, Deodato, Fulci…di nuovo vivo e pulsante in questo “la casa nel vento dei morti”….trepida attesa….che dire…la fotografia e’ ottima, le musiche pure, l’ambientazione eccezionale, rurale, padana, bellissimo il casolare, bellissimo il tavolaccio, bellissima la porta di legno dell’entrata, bellissimi i prati, strepitosa e foriera di buone cose a venire, la scena dei cacciatori nel bosco… “io non dimentico mai una faccia”…brivido…Fine. Tutto il resto e’ quantomeno deprecabile, e mi dispiace, perche’ le idee ci sono, il budget limitato non da segno di se’, ma troppe leggerezze di fondo, una recitazione sicuramente lungi dall’essere perfetta, e una certa, invadente, eccessiva sicurezza nei propri mezzi finisce col guastare una festa che voleva e doveva essere bella. Peccato, varrebbe la pena riprovarci e aggiustare un poco il tiro. La base, buona, rimane, il popolo fiducioso aspetta.