Cloned, the recreator chronicles

Rifiuti solidi urbani

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Eccola, la confezione di “Cloned” mi guarda sorniona dallo scaffale del negozio, verde e nera, col suo titolone accattivante e tre bei facciotti in primo piano.
Io cedo, ci casco e la compro. Poi mi guardo il film.
…..pausa di riflessione…..mi scoccia un po sparlare.
Cerco sempre di rispettare il lavoro altrui, soprattutto quando si parla di cinema, il problema e’ che in alcuni casi e’ il cinema a non rispettare me.
“Cloned” ne e’ un fulgido esempio.
Con una sceneggiatura che sembra scritta da una scimmia, e tre protagonisti di un’antipatia fuori dal comune, siamo nettamente oltre i limiti del sopportabile.
Come se non bastasse, i tre attori recitano per tutto il tempo un doppio ruolo.
Ognuno interpreta se stesso ed il proprio clone(d) col risultato snervante che non si puo nemmeno sperare in una mattanza liberatoria.
Chiunque muoia, chiunque vinca, i tre ce li ritroveremo per tutto il film.
A rendere ancor piu’ scioccante il lavoro c’e’ il fatto che per quasi tutta la pellicola non crepa nessuno.
Insomma ce li ciucciamo per un ora e mezza.
Quando finalmente partono i titoli di coda, una scritta inquietante: “to be continued…” …..ma anche no dico io, sono arrivato in fondo per puro spirito masochista, e adesso vorrei cancellarmi la memoria.
Voi fate come credete… Io sto giro salto.